A.S.D. GOSHIN JITSU ACADEMY

Il portale divulgativo dedicato allo studio del Ju Jitsu metodo Goshin Jitsu.

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Ottobre 2015 apertura palestra ASD Olimpia Club Migliarina con il M. Forfori Paolo e Istr. Menini Valter.

 
SETTORE GOSHIN JITSU ACADEMY ADO
Maggio 2013 il metodo Goshin Jitsu diventa un nuovo settore della UISP ADO (Area Discipline Orientali)

LE DISTANZE NEL COMBATTIMENTO

LE DISTANZE NEL COMBATTIMENTO

Una delle conoscenze più importanti che deve avere un combattente è la comprensione e l'uso adeguato della distanza. se il concetto di distanza non viene assimilato nel modo giusto ed utilizzato perfettamente, un agonista, nonostante abbia una buona preparazione fisica e delle eccellenti tecniche, non sarà completamente efficace e verrà immancabilmente sconfitto. Invece un agonista con minori capacità, sia tecniche che fisiche, ma con un uso giusto della distanza, ha buone possibilità di diventare un campione.

 

Teoria della distanza

La distanza deve essere la giusta separazione tra un atleta ed il suo avversario, per fare in modo che i suoi attacchi abbiano effetto e che l'altro non abbia tempo per reagire e mettere in pratica la difesa adeguata. Dalla distanza dipendono, come vedremo, le diverse tecniche, la loro efficacia e la possibilità di difesa e di risposta. In definitiva, costituisce l'ingrediente indispensabile della tattica agonistica; inoltre fornisce all'atleta un certo margine di sicurezza, dandogli la possibilità di vedere immediatamente le azioni dell'avversario, riuscendo in seguito a contrastarle in tempo.

In principio la distanza migliore sarà quella media, dalla quale l'atleta, dovutamente protetto con una guardia efficace, potrà studiare la strategia, la tattica e la tecnica del suo avversario. Poi durante il combattimento, la cambierà progressivamente, sino a raggiungere quella ottimale.

Ricordiamo che ogni lottatore adotta la distanza di combattimento a lui più congeniale e questo dipende dalla sua costituzione fisica, dalla sua capacità tecnica e dal sistema di allenamento che ha seguito nel periodo precedente la competizione. Costringere l'avversario ad entrare nella distanza ottimale, costituisce una delle fasi della strategia del combattimento e ad essa devono essere mirate le finte, le schivate e gli spostamenti del lottatore, provocando delle rotture di ritmo o degli errori di posizione dell'avversario che gli procureranno il vantaggio necessario ed infine la vittoria.

 

Le tre distanze

Nel combattimento esistono tre tipi di distanze di combattimento: la corta, la media e la lunga, nonchè una speciale di protezione:

Il fighter può sapere facilmente in quale distanza si trova: allungherà il braccio e toccherà il compagno con il pugno sulla bocca, questa è la distanza media. Ovviamente una distanza maggiore o minore di questa, rappresenta rispettivamente quella lunga e quella corta.

Logicamente, nella distanza che abbiamo chiamato media, se l'atleta tocca appena la bocca del compagno con il pugno nudo, nel momento in cui si metterà il guanto, per lo spessore di quest'ultimo, la distanza viene ad accorciarsi, permettendo all'atleta di simulare un colpo. la distanza di combattimento determinerà il modo del suo svolgimento e le tecniche da usarsi; ad esempio, in fase offensiva useremo i pugni nella distanza corta o media ed i calci in quella medio-lunga. Al contrario in fase difensiva si userà tutto l'arsenale tecnico difensivo in tutte le distanze, avvicinandosi al corpo a corpo (distanza in fighting) dove daremo spazio alle tecniche di corpo a corpo in presa.

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Pensieri

Gli abili guerrieri dell'antichità agivano innanzitutto in moda da non poter essere vinti, e attendevano il momento in cui poter vincere il nemico. Dal momento che l'invincibilità dipende da noi stessi e che il suo opposto dipende dall'avversario, gli abili guerrieri possono rendersi invincibili, ma non possono far si che il nemico sia sicuramente battibile............ da L'Arte della Guerra di Sun Tzu
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