A.S.D. GOSHIN JITSU ACADEMY

Il portale divulgativo dedicato allo studio del Ju Jitsu metodo Goshin Jitsu.

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Ottobre 2018 apertura palestra ASD KUSANAGI Treviso con il M. DRAGO AMATO Ruggiero.

 
SETTORE GOSHIN JITSU ACADEMY ADO
Maggio 2013 il metodo Goshin Jitsu diventa un nuovo settore della UISP ADO (Area Discipline Orientali)
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Indice
La spada giapponese
Parti del katana
Tipi di spade
Il sageo
Piccolo dizionario della spada
Cura della spada
Tutte le pagine

Si potrebbe affermare che l’arma fa il guerriero e che in Giappone la spada fece il samurai, plasmo lui e il suo modo di combattere e gli diede un posto di rilievo nel Giappone feudale.

Nella mitologia giapponese la spada ha avuto sempre un posto di rilievo. Infatti, la spada (Kusanagi-no-Tsurugi) insieme alla gemma (Yasakani no Magatama) e allo specchio (Yata no Kagami) rappresentano le insegne imperiali del Giappone (Sanshu no Jingi o i Tre sacri tesori).

L'investitura del nuovo imperatore del Giappone (Mikado) avviene dalla presa di possesso di questi tre tesori, che simboleggiano le virtù della saggezza, coraggio e benevolenza.

 

Kusanagi-no-Tsurugi
“La spada che falcia l’erba”. Nella religione shintoista è il nome della spada trovata all’interno della coda del drago Yamata-no-Oroche dal dio Susanowo. Ucciso il drago, si era affrettato a tagliarlo in pezzi con la propria spada, ma arrivato alla coda, non era riuscito a troncarla, e il filo della lama si era intaccato. Aperta la coda per tutta la sua lunghezza, Susanowo vi aveva trovato all’interno una grande spada che si chiamava Tsumugari, “La ben affilata”. La consegnò ad Amaterasu  (divinità dello shintoismo, il cui nome (Ama-terasu-o-mi-kami) significa “la grande dea che illumina il cielo”) che a sua volta la diede al nipote Ninigi-no-Mikoto allorché lo inviò nelle terre del Giappone dicendogli: “Tu, mio nipote, procedi in questa direzione e accetta il tuo compito. Vai! E possa la prosperità assistere la tua dinastia e possa essa, con il Cielo e la Terra, durare per sempre”.

La spada fu infine ereditata da Jinmu Tenno, nipote di Ninigi, il primo mitico imperatore. Suigin, decimo imperatore, la fece porre nel tempio di Ise (isola di Honshu) e la spada divenne uno dei tre gioielli imperiali ivi custoditi.

Il principe Yamato Take, figlio del quattordicesimo imperatore, accingendosi a compiere una spedizione contro gli Ainu, si fece consegnare la Tsumugari e la portò con sé in guerra. Un giorno i nemici attrassero il principe in una prateria e appiccarono il fuoco alle sterpaglie. Prontamente il principe falciò l’erba in fiamme (o fu la spada stessa a farlo per magia) creando un varco attraverso cui si mise in salvo. Fu da quel giorno che la spada venne chiamata Kusanagi-no-tsurugi (la Spada che falcia l’erba).

La spada si trova al tempio di Atsuta a Nagoya

 


 

 

 


TIPI DI SPADE

  • Daito . Altro nome del katana e se particolarmente lunga può anche definirsi Okatana, a volte cambia la montatura rispetto il katana.
  • Tachi: avevano una forte curvatura e la loro lunghezza si aggirava tra i 65 e 70 cm. Si portavano appese ad una cintura in orizzontale con il taglio rivolto verso il basso.
    Nodachi: spada lunghissima e pesante utilizzata dai guerrieri a cavallo. Era lunga circa 90 cm e veniva portata sulla schiena a tracolla e con l'elsa sopra la spalla sinistra con il "sageo" allacciato al fianco destro.
    Katana: questo tipo di lama sostituì la Tachi. La sua lunghezza andava da 60,6 cm (2 shaku) in su. Essendo più corta della tachi, il Katana si portava infilata nell'obi, con il taglio rivolto verso l'alto.
  • Wakizashi: la lunghezza di queste spade, che venivano portate come le Katana, varia da 30,3 a 60,3 cm (da 1 a 2 shaku). La Wakizashi veniva portata insieme alla Katana, componendo così il Daisho del samurai. Il samurai non si staccava mai dal wakizashi, infatti all'interno di alcuni edifici vigeva la legge di non introdurre il katana. Per questo motivo era anche chiamato difesa dell'onore.
  • Tanto: lame di lunghezza inferiore ai 30,3 cm, anche dette Koshigatana
  • L'Aikuchi o anche Kusungobu era una particolare tecnica di montaggio delle lame giapponesi in epoca medievale. Tale tecnica non prevedeva l'esistenza della guardia e di nastrature, in modo da lasciare visibile la copertura in pelle di razza. La lama era lunga 0.95 piedi (da qui il termine kusungobu, che significa appunto 0,95). La montatura Aikuchi poteva essere applicata su qualunque tipo di lama, in particolar modo su wakizashi e tanto.

 


Il SAGEO

E' una fettuccia di cotone intrecciata secondo vari tipi di trame e di svariati colori e tipologie. Aveva in passato utilità come cordino multi uso o per finalità estetiche, veniva annodato infatti in diversa maniera intorno al fodero secondo la moda del periodo, ed era utilizzato per fissare il fodero alla cintura.

 

Video

 


PICCOLO DIZIONARIO DELLA SPADA

  • Daisho – La coppia formata da katana e wakizashi oppure tachi e tanto, portato alla cintura
  • Fuchi - Anello di metallo lavorato tra impugnatura e coccia
  • Fukura - Tagliente della punta
  • Habaki - Manicotto metallico di frizione lama-guaina
  • Hamon - Linea di separazione tra metallo temprato e non temprato
  • Hitoye - Dorso del codolo
  • Horimono - Incisioni sul metallo
  • Jigane - Piatto della lama
  • Jihada - Parte non temprata della lama
  • Kaiken - Piccolo pugnale per donne
  • Kaji - Spadaio
  • Kariginu - Abito cerimoniale indossato dal fabbro nell’ultima fase della creazione della katana
  • Kashira - Placca
  • Katana-jogi - Lucidatore della lama
  • Katana-kake - Sostegno a due palchi su cui si espongono la katana e lo wakizashi.
  • Ken - Termine generico per spada e talvolta tipo di spada dritta cinese usata in cerimonie religiose (meglio ken-tsurugi)
  • Kissaki - Punta
  • Kogai - Spillone fissato al lato esterno (omote) della katana
  • Kogatana - Coltellino fissato al lato posteriore (ura) della katana
  • Ko-Shinogi - Parte della nervatura dopo lo yokote
  • Kozuka - Impugnatura ornata del kogatana
  • Kurigata - Asola di corno o di metallo (raramente di legno) sul lato esterno (omote; quello posteriore, verso il corpo di chi porta l'arma, si chiama "ura") della guaina, entro cui passa il sageo
  • Mekugi-ana - Foro per rivetto di bambù (mekugi)
  • Menuki - Piccoli scudetti di metallo con figure in rilievo fissati sul samegawa sotto la nastratura di nastro di seta (tsukamaki) che fascia l’impugnatura di legno (di solito magnolia)
  • Mitsukado - Incontro di shinogi, ko-shinogi e yokote
  • Mune - Dorso della lama
  • Nagako jiri - Punta del codolo
  • Nakago - Codolo
  • Nambam - Stile di esecuzione di armature (yoroi), tsuba e altri oggetti d'arte. L'acciaio importato dall’estero è detto nambam-tetsu
  • Sageo - Lungo nastro di seta per fissare l’arma alla cintura
  • Samegawa ( o Same) - Rivestimento di pelle di razza del manico (tsuka)
  • Saya - Fodero di legno
  • Saya (lato omote) - Fodero di legno
  • Sentoku - Lega di rame, zinco e piombo che assume un color cromo
  • Seppa - Piccole guarnizioni di rame dorato o argentato sopra e sotto la coccia
  • Shakudo - Lega di rame e oro che assume colorazioni nere o blu nerastre
  • Shibuichi - Lega di rame e argento che assume colorazioni dal verde al marron
  • Shinogi - Nervatura
  • Shinogi-ji - Parte lucida fra dorso e nervatura
  • Tachi - Sciabola ad un taglio più lunga della katana, usata in battaglia fino al periodo Edo e in cerimonie di corte
  • Tanto - Pugnale portato infilato nella cintura
  • Tsuba - Coccia di metallo (acciaio, shakudo, ecc.) di forma arrotondata
  • Wakizashi - Corta sciabola portata alla cintura assieme alla katana
  • Yakiba - Parte temprata della lama
  • Yokote - Nervatura che separa il piatto dalla punta che si restringe
  • Zogan - Metodi per la colorazione e ornamentazione del metallo

 


CURA DELLA SPADA

MEKUGI

E' il perno che mantiene assemblate le varie parti della spada e generalmente è fatto di bambù. Esso, dovendo sopportare un notevole carico di lavoro, ha la necessita' di essere controllato periodicamente. Questo controllo è l'operazione più' importante nella manutenzione della spada poichè nella esecuzione di un fendente, l'eventuale rottura del Mekugi o solo la fuoriuscita dalla sua sede può causare il distacco incontrollato della lama dall'impugnatura.Per sostituire il Mekugi rotto, si utilizza un tondino di bambu' di 10-15 cm. di lunghezza che abbia un diametro di poco superiore a quello del foro di alloggiamento.

TSUKA

Le operazioni di manutenzione sono molteplici e riguardano principalmente:

  • Allentamento dello Tsuka-Ito (cordone intrecciato nella parte superficiale dell'impugnatura):  ripristinare le sovrapposizioni del cordone nei punti giusti e fermarle con dei puntini di colla ad alta tenuta.
  • Lama traballante nella Tsuka:  smontare la lama e inserire alla fine del Nagako un sottile spessore di bambu' che la sostenga con sufficiente forza senza pero' provocare fessurazioni nella struttura lignea della Tsuka.
  • Allentamento della Tsuba: cio' e' in relazione sempre col caso precedente, spesso operando l'inzeppamento della Tsuka si risolve anche il problema della Tsuba
  • Seppa consumata od appiattita: sostituire la seppa consumata con una di spessore opportuno.

Video per il rifacimento del Tsuka-Ito


KATANA-SHIN

La lama è la parte della spada più delicata e per essere protetta necessita di una cura costante. Una delle cause distruttive principali è dovuta agli effetti corrosivi del sudore. Il materiale necessario alla manutenzione ordinaria della lama si trova normalmente in una confezione che comprende:

Carta di riso (Washi)

Polvere abrasiva (Uchiko)

Olio di chiodi di garofano

La manutenzione della lama del Katana richiede due tipi di oliatura:

Oliatura sgrassante: quando il Katana viene usato frequentemente.

Oliatura preservante: quando il Katana viene usato ad intervalli di tempo più o meno lunghi.

 

CURA DEL KATANA

Dopo aver smontato la lama dal koshirae la si cosparge con una polvere abrasiva (Uchiko) . Successivamente, usando della carta di riso (Washi) piegata tra pollice ed indice, si rimuove la stessa con un movimento dal nakago (codolo) al kissaki (punta della lama) pinzando la lama con il mune (tagliente) verso la mano (eseguire la pulitura sempre in questo senso in modo da non rigare la lama in presenza di impurità).
In seguito, con un altro panno leggero (o carta di riso), imbevuto parzialmente di olio di garofano raffinato (olio choji), si passa di nuovo tutta la lama con lo stesso movimento utilizzato per rimuovere la polvere di uchigomori. La prima operazione rimuove tracce di ossidazione e grasso lasciato dalle dita durante il rinfodero, la seconda operazione invece serve per evitare ossidazioni successive.


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Pensieri

Quando si è determinati, l'impossibile non esiste: allora si possono muovere cielo e terra. Ma quando l'uomo è privo di coraggio, non può persuadersene. Muovere cielo e terra senza sforzo è una semplice questione di concentrazione. (1. 144)
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