A.S.D. GOSHIN JITSU ACADEMY

Il portale divulgativo dedicato allo studio del Ju Jitsu metodo Goshin Jitsu.

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Ottobre 2015 apertura palestra ASD Olimpia Club Migliarina con il M. Forfori Paolo e Istr. Menini Valter.

 
SETTORE GOSHIN JITSU ACADEMY ADO
Maggio 2013 il metodo Goshin Jitsu diventa un nuovo settore della UISP ADO (Area Discipline Orientali)

Storia del Ju Jitsu

Ai tempi dell'epoca feudale, in Giappone vi erano diverse arti militari ed esercizi che la classe dei Samurai praticavano e integravano nelle loro vita di guerrieri. Tra queste arti vi era anche il Ju Jutsu, dal quale nacque il Judo attuale.

samurai stampa

La parola Ju Jutsu può essere liberamente tradotta come l'arte di giungere alla vittoria per resa o per "docilità".

jujitsuOriginariamente, il nome sembra fosse stato utilizzato per identificare l'arte della lotta senz'armi, anche se in alcuni casi le armi corte vennero utilizzate contro un avversario che usava armi lunghe. Anche se assomiglia alla lotta, differisce notevolmente da quella che si praticava a quei tempi in Inghilterra: il suo prioritario principio non è quello di opporre "forza contro forza", bensì di ottenere la vittoria per resa di fronte alla forza.

Il Ju Jutsu è un antico sistema di Difesa Personale giapponese che risale a circa 2500 anni fa.

E' considerato come uno dei più efficaci e flessibili sistemi di Arti Marziali, che attualmente si insegnano.
E' tipicamente associato a cadute, proiezioni, sistemi di leva, attacchi ai centri nervosi, manipolazioni delle articolazioni e tecniche di colpi con i piedi e con le mani nelle zone vitali dei corpo.

Dall'abolizione dei Sistema Feudale, questo stile cadde in disuso, ma oggi giorno è rinato con nuove e rinnovate forze, con alcune modifiche importanti, come un sistema di ginnastica e un metodo di allenamento fisico ed è stato riconosciuto con la nascita di varie scuole di Ju Jutsu e Judo.

Era conosciuto nell'epoca feudale con vari nomi come Yawara, Tai Jutsu, Kogusoku, Kenpo ed Hakuda.
I nomi di Yawara e Ju Jutsu sono i più conosciuti e diffusi.

La conoscenza della storia e dell'arte era nelle mani dei maestri di varie scuole, che trasmettevano di mano in mano il sapere ai loro allievi quale segreto da conservare come un qualcosa di sacro.
D'altra parte, l'isolamento da una provincia all'altra, come conseguenza dei sistema feudale giapponese, precluse molto l'accordo tra maestri ed allievi di varie scuole ed in questo modo, discutibile e spesso contraddittorio, ci perviene la loro storia, trasmessa di mano in mano.
Inoltre, è assai noto l'interesse degli allievi per la pratica, piuttosto che per la conoscenza dell'Arte in sé per elevare e far progredire il Paese.

Risaliamo alle origini dei Ju Jutsu.
Nella Buguei ShoDen, che è una collezione delle principali biografie di eminenti Maestri delle differenti arti della lotta praticate nell'epoca feudale, le informazioni sono raccolte nel Kogusoku e nel Ken, che erano l'equivalente dei Kenpo; queste due arti sono tra loro distinte: la prima è nota come l'arte della cattura e la seconda come l'arte di ottenere la vittoria per resa.
Nell'Arte dei Kogusolku, scritta da Takenouchi, un nativo di Sakushiu, egli sostiene che il primo anno di Tenbun nel 1532, un mago arrivò inaspettatamente a casa di Takenouchi e gli insegnò cinque metodi per controllare un uomo; poi, se ne andò senza dirgli dove poterlo rintracciare. L'origine dell'Arte dei Ken venne così descritta: giunse in Giappone dalla Cina, un uomo chiamato Chingempin, che abbandonò il Paese alla fine della Dinastia Ming e visse a Kokushoji (Tempio Buddista), ad Azabu e Yedo, chiamato più tardi TOKIO. Nel Tempio vivevano tre Ronin (Guerrieri): Fakuno, Isogai e Miura. Un giorno Chingempin disse loro che in Cina esisteva un'Arte dei controllo dell'uomo,da lui stesso praticata, ma di cui non aveva imparato i principi. All'udire questo, i tre uomini fecero delle ricerche e dopo di esse divennero esperti e molto abili.
L'origine dei Ju, che è l'equivalente dei Ju Jutsu, è segnata da questi tre uomini, che lo divulgarono in tutto il Paese. Nello stesso saggio sui principi dell'Arte sono presenti e ciò che segue è una loro libera versione:

  1. 1. Non offrire opposizione
  2. 2. Non cercare di ottenere la vittoria a tutti i costi
  3. 3. Mantenere la mente libera
  4. 4. Non preoccuparsi per le cose venali
  5. 5. Imparare a respirare correttamente

La scuola Yoshinryu ci offre la seguente relazione: il sistema fu fondato a Hizen da Miura Yoshin, un giovane medico di Nagasaki dell'epoca dello Shogunato di Tokugawa. Miura Yoshin credeva che molte malattie fossero causate dall'utilizzo non unitario di corpo e mente. Questo particolare medico inventò alcuni metodi di Ju Jutsu, assieme ad altri due allievi di medicina, e sviluppò 21 tecniche per imprigionare l'avversario e, più tardi, altre 51. Dopo la sua morte, i suoi allievi fondarono separatamente due scuole, una di esse chiamata Yoshin Ryu, denominazione derivante dal nome dei Maestro Yoshin. L'altra ricevette l'appellativo di Miura Ryu, anch'essa in onore dei Maestro.

Il Ju Jutsu è un'arte di lotta senz'armi, anche se a volte prevede l'utilizzo di piccole armi che, con frequenza, utilizzavano i Samurai.
Vi erano vari metodi per conseguire la vittoria in un combattimento, come proiettare l'avversario al suolo, strangolarlo, immobilizzarlo o spingerlo contro una parete affinché non potesse muoversi liberamente, torcergli o piegargli le articolazioni, ossia effettuare delle lussazioni alle braccia, alle gambe o alle dita, affinché il dolore fosse insopportabile.

Tra le differenti scuole che esistevano, alcune di esse praticavano solo alcuni di questi metodi ed altre, tutti. Inoltre, in certi stili s'insegnavano determinati esercizi di rianimazione (Kuatsu), o arte di resuscitare una persona apparentemente morta a causa di un atto violento.

Un'altra delle pratiche insegnate era l'Atemi Waza o arte di colpire con i piedi o le mani qualsiasi parte dei corpo con l'intenzione di ferire o uccidere l'avversario.
Il principio più importante nell'arte delle proiezioni era quello di provocare lo squilibrio dell'avversario, destabilizzandogli il baricentro, e lanciandolo o spingendolo nella direzione in cui non potesse mantenersi in piedi, impiegando più l'abilità che la forza.
Per ottenere questi risultati, si insegnava una serie di regole basilari che imperavano nei differenti movimenti di gambe, braccia, mani e fianchi, ecc.
Gli strangolamenti potevano realizzarsi con le mani, con gli avambracci o con le gambe.
Per sottomettere e spingere l'avversario si utilizzava qualsiasi parte dei corpo.
Per torcere, piegare, ossia lussare le articolazioni, le parti utilizzate erano generalmente le braccia, le mani e le dita e, a volte, le gambe.

Il Kuatsu o Arte della rianimazione era considerato un segreto; generalmente, solo gli allievi che erano riusciti a raggiungere un livello avanzato, ricevevano istruzioni su questa occulta materia. In alcune scuole era abitudine che i Maestri che la insegnavano, ricevessero una somma di denaro.
Gli allievi che erano stati istruiti, dopo aver prestato giuramento, non rivelavano a nessuno i segreti dell'Arte, neppure ai loro genitori o fratelli.

tratto da : "La vera storia del Ju Jutsu, Raccontata da Jigoro Kano. Studio realizzato a partire dal vol. 15 della Società Asiatica dei Giappone"

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Un detto che risale al tempo del daimio Katsushige insegna: «Metti il piede in fallo e cadi sette volte, otto rialzati e risorgi». Il samurai dovrebbe avere sempre la libertà di mettere alla prova la propria forza spirituale. (1. 128)
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